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I nostri ospiti illustri

Nome dell'ospite
Paola Pecoraro
Vi presentiamo l'ospite
Paola Pecoraro Esperson, docente specializzata per l’ insegnamento ai
> soggetti in situazione di handicap psicofisico e sensoriale, musicoterapista
> diplomata presso il CEP di Assisi, musicista, laureata in Lettere alla > Sapienza di Roma, cordina i settori della formazione e della ricerca in > musicoterapia nel Corso Triennale di Formazione in Musicoterapia della
> FORIFO di Roma.
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> ----- Original Message -----
> From: "Maria Luisa Gargiulo"
> To: "Paola Esperson"
> Sent: Thursday, January 08, 2004 1:26 AM
> Subject: richiesta descrizione personale
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> > cara paola , grazie per l’ articolo
> > adesso ho bisogni di 3 righe scritte in terza persona che ti descrivano e
> > dicano chi sei
> > ciao
> >
> >
>

Intervento
Musicoterapia
Testo
MUSICOTERAPIA:
NUOVE PROSPETTIVE PER L’ABILITAZIONE E LA RIABILITAZIONE

Da alcuni anni si sente parlare di musicoterapia, i programmi della scuola elementare del 1985, all’avanguardia in tutta Europa sia da un punto di vista pedagogico che filosofico, già ne facevano menzione: “..Nell’ambito delle attività di educazione al suono ed alla musica è da tener presente il valore che possono assumere eventuali interventi di musicoterapia rivolti a soggetti in situazione di handicap”. Oggi articoli su riviste o quotidiani, trasmissioni radiofoniche o televisive, ci parlano di questa giovane disciplina, ciò nonostante le informazioni che ci arrivano sono spesso frammentarie, talvolta avvolte da visioni naive o taumaturgiche.
Ma che cos’è la musicoterapia?
La musicoterapia è un’amalgama di musica e terapia, è ad un tempo arte e scienza all’interno di un processo interpersonale ed ha come scopo la crescita e lo sviluppo dell’individuo in un contesto in cui la musica è un mezzo comunicativo ed espressivo d’eccezione.
Essere un’ arte ed una scienza praticata all’interno di una relazione interpersonale richiede la conoscenza e l’ integrazione di molti elementi. La MT può essere applicata in vari contesti nelle scuole, negli ospedali, nei centri sociali, nei centri di assistenza diurna, negli ospizi, nelle prigioni, nelle comunità.
La popolazione degli utenti varia per età (dai bambini agli anziani) e per tipologia dei disturbi, possono beneficiare del trattamento musicoterapico persone sane o sofferenti.
Gli scopi ed i metodi di trattamento sono tanti e variano da un caso all’altro, da un paziente all’altro e da un musicoterapista all’altro.
Fondamentalmente possiamo generalizzare quattro piani di intervento musicoterapico a seconda che gli scopi siano preventivi, integrativi, abilitativo-riabilitativi, terapeutici: gli interventi sono adattati ai bisogni fisici, emotivi, intellettuali, sociali e di benessere dell’assistito.
L’ambito terapeutico (della cura) è l’ambito riservato a medici o psicologi abilitati, specializzati in musicoterapia, generalmente sono trattati pazienti psichiatrici. In questi casi l’uso della musicoterapia permette una sostanziale riduzione dei farmaci utilizzati se non addirittura una sospensione degli stessi.
I musicoterapisti non medici operano in questo ambito in équipe con medici, psicologi e terapisti; la responsabilità clinica e la supervisione del lavoro è del medico di riferimento dell’équipe.
Nella maggior parte dei casi la richiesta di interventi di musicoterapia viene fatta per i tre restanti ambiti .
L’ambito abilitativo- riabilitativo riguarda gli interventi in cui la MT viene applicata nel trattamento di deficit sensoriali, disturbi dell’età evolutiva, disturbi dell’età senile, deficit psichici, psicomotori e pluri-minorazioni, disturbi neurologici, stati di coma e post coma, riabilitazione post traumatica. I musicoterapisti operano in centri specializzati, in équipe, talvolta come specialisti privati , ma sempre in contatto con gli altri specialisti che hanno in carico l’assistito.
Interventi di grande interesse ed utilità sono quelli in ambito preventivo ed integrativo.
Il musicoterapista può lavorare in questo ambito con anziani, adolescenti di fasce sociali a rischio, gestanti e partorienti, malati terminali, ma soprattutto questo è l’ambito che vede la musicoterapia fare la sua comparsa nelle scuole.
I vari metodi di trattamento possono prevedere l’ascolto della musica, l’improvvisazione strumentale e/o vocale, il movimento, la drammatizzazione e possono prevedere il raccordo con altri campi terapeutici.
Pur avendo una natura transdisciplinare la MT è una disciplina a sé stante con caratteristiche proprie e ben definite che non permettono di confonderla con altre modalità di trattamento, prevede inoltre una seria formazione e preparazione. Non basta, infatti, essere musicisti o insegnanti per fare MT, come non è sufficiente essere psicologi o psichiatri che si intendano di musica per praticare la MT : ci vuole una specializzazione specifica.
Come dice G. Orff 1 la musicoterapia è una terapia multisensoriale: l’utilizzo del materiale musicale (linguaggio fonetico ritmico, ritmo libero e metrico, melodia nel linguaggio e nel canto, capacità di maneggiare gli strumenti) è organizzato in modo tale da indirizzarsi in tutti i sensi.
Proprio per questo la musicoterapia risulta essere particolarmente efficace nella prevenzione e nell’abilitazione/riabiltazione dei bambini e degli adulti con disturbi-deficit sensoriali
Nella pratica musicoterapica vengono coinvolte tutte le qualità della musica, come le vibrazioni, le risonanze, ritmi, timbri, altezze, melodie-armonie e tutte le manifestazioni di proposta-risposta all’interno di un dialogo sonoro attivo tra terapista e “paziente”.




La musicoterapia è una disciplina “speciale”, permette infatti un intervento precocissimo estremamente difficile con altri approcci abilitativi.
Ognuno di noi ha esperienza diretta dell’effetto profondo che la musica ha sull’essere umano. Il solo ascolto musicale ha effetti sulle nostre emozioni e sensazioni, possiamo sentirci rilassati, felici, nostalgici, desiderosi di muoverci e ballare, pieni di carica positiva, ma persino annoiati, disturbati, infastiditi, innervositi….
Gli effetti della musica sono riscontrabili non solo a livello emotivo ed affettivo, ma anche a livello bio-fisiologico.
La capacità intrinseca della musica di raggiungere il mondo emotivo ed affettivo di chiunque la realizzi o la ascolti la rende mezzo privilegiato da utilizzare nella abilitazione dei nostri bimbi in difficoltà.
Come motivare un bambino di pochi mesi a sollevare il capo? Come stimolarlo ad usare le sue manine per esplorare? Come convincerlo a muovere le braccia e le gambe? Come stimolare lo sviluppo del suo linguaggio?
L’evento sonoro –musicale intero, suoni, vibrazioni, ritmi, armonie, risonanze, silenzi sono il mezzo privilegiato utilizzato in musicoterapia per avviare e sostenere il processo di sviluppo dei bimbi.
L’intervento precocissimo avviene sopra la cassa di risonanza del pianoforte a coda, partendo da delicate sollecitazioni sonoro-musicali, con l’aiuto della mamma o del papà che effettueranno i primi massaggi sul bimbo disteso. Dall’osservazione delle reazioni-risposte motorie e vocaliche dei bimbi, il musicoterapista avvia ciò che in termini “tecnici” viene definito un “dialogo sonoro”. Durante tale dialogo le naturali e spontanee risposte dei bambini sono considerate punto di partenza nella sollecitazione delle varie funzioni sensoriali, motorie, via via sempre più complesse. L’aspetto gioioso e ludico, fondamentale e sempre presente, unito al piacere fisico che il massaggio sonoro implica ed alle sollecitazioni affettive e percettivo-motorie, permettono al musicoterapista di utilizzare il mezzo “musica” come forza propulsiva e motivante, che attiva la risposta VOLONTARIA dei bambini, che partecipano spontaneamente attivando i potenziali di cui dispongono e quindi la motivazione spontanea al processo di abilitazione. Il percorso abilitativo procederà secondo le necessità individuali, ma sfruttando il potenziale di ciascun bambino come forza dinamica verso lo sviluppo progressivo.


Ogni bambino è un individuo speciale, ciò significa che per ogni bambino ci sarà un’età in cui sarà pronto ad abbandonare lo spazio protetto del pianoforte a coda per “conquistare la terra”; da questo momento in poi i giochi musicali e motori, saranno il tramite per lo sviluppo emotivo-affettivo, percettivo, motorio, cognitivo, creativo ed ideativi, il mezzo “musica” continuerà ad essere il motore a sostegno della motivazione e della partecipazione di ogni bambino al proprio sviluppo.
Le attività di musica e movimento utilizzate in musicoterapica, infatti, sollecitano lo sviluppo globale dei bambini, come evidenziato nella figura 1:




















Proprio per questo la musicoterapia viene anche utilizzata per favorire l’integrazione dei bambini a scuola.
I bambini diversamente abili sono inseriti nelle scuole comuni da circa trent’anni, ciò nonostante resta assolutamente attuale la necessità di integrare tali bambini senza accontentarsi di un loro “essere in presenza”. Il laboratorio di musicoterapia può divenire il luogo privilegiato per realizzare l’integrazione dei diversamente abili a scuola ed è proprio a scuola che “il mezzo musica” può essere utilizzato al massimo delle sue potenzialità, divenendo anche tramite per la comunicazione, l’espressione, l’ascolto, la conoscenza reciproca tra coetanei, lo scambio tra pari.
Gli interventi di musicoterapia a scuola prevedono attività in gruppi-laboratorio di musica e movimento, talvolta accompagnati da incontri individuali che precedono l’incontro di gruppo per permettere ai bambini in difficoltà di essere “avvantaggiati” e preparati alla partecipazione al gioco di gruppo stesso.
Sono consigliati nei progetti continuità tra diversi ordini di scuola, in tutte le prime per prevenire eventuali disturbi di apprendimento e per favorire la coesione e l’integrazione del nuovo gruppo classe appena costituito. Quindici anni di sperimentazione hanno inoltre mostrato come l’intervento di musicoterapia integrativa sia efficace nel superamento di particolari problemi all’interno di “gruppi classe difficili” e sia un mezzo unico per favorire l’integrazione dei cosiddetti “gravissimi”, poiché in grado di costruire per il gruppo un accogliente sfondo integratore.
Osservado la fig 1, possiamo vedere come l’intervento di musicoterapia integrativa a scuola possa essere assolutamente trans ed inter disciplinare; la musica in musicoterapia continua a mantenere il ruolo di motore e stimolo verso la crescita e lo sviluppo all’interno di contesto ludico e motivante.

Prima di concludere questa passeggiata tra le diverse applicazioni di questa giovane disciplina, vorrei dedicare due parole alla musicoterpia per adulti diversamente abili ed anziani affetti da disturbi dell’età senile. In queste applicazioni, come in quelle fin qui illustrate, la musicoterapia si dimostra particolarmente efficace nel mantenimento delle funzioni e delle abilità, nella prevenzione di di numerosi disturbi , ma soprattutto mantiene il benessere e la gioia che la musica ci permettere di comunicare ed esprimere quando usata ludicamente con gli altri.

L’attenzione al benessere ed allo sviluppo globale dell’individuo fa della musicoterapica un intervento “speciale” ed efficace, si aprono nuove prospettive e possibilità in ambito abilitativo e riabilitativo, dove i bisogni dell’assistito sono “il centro” di una collaborazione sinergica tra il musicoterapista, le famiglie e tutti gli specialisti che hanno in carico i nostri bimbi speciali, gli adulti diversamente abili, gli anziani.

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